Quel gran genio di Battisti, lui saprebbe cosa dire, con quel suo sorriso un po’ monnalisato. 

Sì viaggiare illumina anche nella versione di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti che avevo postato (già?) tre anni fa.

Splendida scoperta di questi giorni Quantic, al secolo William Holland, un inglese trapiantato in Colombia. Estremo no? Personaggio dai mille volti, il minuto prima ti fa ancheggiare con la salsa e quello dopo ti intrippa con il downtempo. Assieme alla brava Alice Russell e l’orchestra Combo Barbaro due anni fa ha tirato fuori quest’album soul/funk con incursioni latine, un gioiellino che si porta bene tutto il giorno ma in particolare al mattino e che si chiama Look around the corner.

(Source: Spotify)

Sabato mattina bjorkato. Questa canzone ha un significato complesso, troppi livelli per essere affrontati tutti insieme. Allora lasciamo gli altri a un martedì o un venerdì, per ora ne acchiappo uno, il ritmo, e si iperballa. 

Hyperballad, 1996

Uau. Questa è la colonna sonora perfetta per la mia versione (punti di vista…) della ragazza del Coyote Ugly. Dalle prime battute questi mi sembrano una bomba. Sono inglesi, sono in due e questo Royal Blood, omonimo, è il loro primo album, fuori da un mese giusto.

Scopro ora che saranno a Milano il 18 novembre al Tunnel. E annamo co ste chitare!

Continuo a sentire gente che non lo sopporta Sébastien Tellier ma che devo dire, sarà la panza saranno le frange incantatrici sarà quest’aria sempre unticcia io sono calamitata da quest’uomo. La Ritournelle la farei durare un quattro orette.

Ci ho pensato l’altro giorno a postare qualcosa di Cohen per i suoi 80 anni ma mi sono fermata. Che devo fà, Leonard mi dà spesso un pizzico di malinconoia in più di quanto riesca a sostenere. Oggi il mio compromesso è questa versione jazzata di Dance me to the end of love cantata da Madeleine Peyroux, calda e blue senza controindicazioni

(Source: Spotify)

Per festeggiare i miei fanz (non ho capito bene perché ci siete ma grazie!) gran galà con gli zooties, i pagliacci dello swing anni ‘30 capitanati da Cab Calloway.

Negli anni ‘80 Kid Creole, con le sue Coconuts, ha rilanciato questo rrrutilante stile.

My Male Curiosity, 1984

Accendo la radio stamattina e sento questa. Bene bene: ne approfitto per riascoltare quest’album limpido e rarefatto di Kurt Vile, a cecio su questa bella giornata settembrina, e per fare un po’ di esercizio di gioiosa autocitazione, da un articolo che ho scritto per Doppiozero

Wakin on a Pretty Daze, 2013

Le chitarrine di Gary Clark Jr e compari sono esattamente quello che volevo, immersa in una vasca bollente nonostante il dentista me l’abbia vietato (lo sapevate che dopo un’estrazione è sconsigliato?). Non sarà il nuovo Jimi Hendrix come dicono, però cari udito e vista siamo soddisfatti, no?

Peccato che gli Stranglers fossero dei bastardelli (un po’ fuorilegge e sessisti, vedere il loro primo album Rattus Norvegicus, 1977) perché a me Strange Little Girl è sempre piaciuta, anche nella versione di Tori Amos