Oggi è da prendere lo squalo e sfrecciare via. Anche con la testa, che mi riporta a The Goddess of 1967, film del 2000 dell’australiana Clara Law. Starring la mitica Deesse, la dea, cioè la Citroën DS, il nostro “squalo”, appunto. Le note di questo ballo sfrenato sono di Walk don’t Run dei Ventures. E la protagonista Mary Rose Byrne (che per me è l’avvocato della serie Damages con Glenn Close) per questo film è stata premiata a Venezia come migliore attrice.

Fumando a notte fonda col mascara colato nel privé di un dancing. Bella prova di Róisín Murphy in Mi senti, ep di classici italiani uscito lo scorso maggio, sensualità e atmosfera di gran stile.

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"Penso che la gente debba sapere che noi dei Clash siamo antifascisti, contro la violenza, siamo antirazzisti e per la creatività. Noi siamo contro l’ignoranza" diceva Joe Strummer. Album rivoluzionario, politico, appassionato e sentimentale, Sandinista ha deluso chi si aspettava un disco punk. Ma i Clash erano oltre i limiti dei generi come si è contro le barriere sociali. C’è tutto qui dentro, soul, rock, reggae, dub, rap, dance, rockabilly, ska. Giganti.

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Si potrebbe fare una festa di quartiere. Reduce dalla visione di My Beautiful Laundrette (Stephen Frears, 1985, scritto dall’anglo-pachistano Hanif Kureishi: da rivedere, Daniel Day-Lewis avrà 14 anni) alla Cineteca Oberdan di Milano, vorrei che il sound system fosse bhangramuffin, featuring Apache Indian come dj. Boom Shack-a-Lack!

Gli amici non mi capiscono: sono diversa se Thom Yorke mi appalla allo sfinimento? Ma poi neanche ci arrivo a sfinirmi, mi sfrange di piatto subito, bastano due tre sfioriture (se penso a Lando Fiorini che fiorisce le sue stornellate, ecco siamo al polo opposto). Poi però sento una simpatia, siamo nati quasi lo stesso giorno e siamo due travel size e allora dai puntualmente ci riprovo, con scarso successo in genere tranne che per un’eccezione ed è Talk Show Host. Banalissima me. Sì e mi piace da matti.

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Giornata ideale per ciondolare con Althea e Donna, che dopo essersi infrattate si buttano sul palco e come va va. Una cosa notevole di questo singolo del ‘77 è che sia riuscito a trasformarsi in una cover firmata Ilona Staller dal titolo Pane marmellata e me. Felicità dicono è venire qua alle 23 edè subito ritornello dell’estate

Mettere insieme le parole Free, Jamaica e Dirty Projectors (Amber Coffman) significa giocare facile e infatti io ci casco subito e volentieri. Major Lazer non è un individuo ma un progetto del produttore Diplo che nel 2013 ha pubblicato un album, Free the Universe, in cui ci sono tanti di quei nomi che è impossibile che non ce ne sia uno che vi piace (Santigold, Ezra Koenig dei Vampire Weekend, Peaches, Bruno Mars, Shaggy, per dire).

Giornata di novembre ottima per scoprire una band acid dub di Manchester. It’s not me bell’album del 2012 della Janice Graham Band

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Janis dà il ritmo dalla parete del mio soggiorno. Sabato.

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La versione lunga di questa cover di Miss You è troppo corta, mi toccherà andare in loop. D’altronde caro sole, se quest’oggi mi provochi io non faccio complimenti e mi metto in libertà con Version Excursions, bellissimo primo album del 2007 dei francesi, so deeply rooted, Dynamics

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