I Girls possono essere molto fastidiosi con quel loro manierismo californiano tutto mossette e dissoluzione retrò ma se si pensa che il cantante Christopher Owens è nato all’interno di un movimento religioso chiamato i Bambini di Dio, tutto inizia a prendere un’altra piega. Il loro album del 2011 Father, Son, Holy Ghost, da cui è tratta Love Like a River, è davvero bello. 

La giornata non è ancora finita. Grazie a Jimi Hendrix e al suo terzo flippante album Electric Ladyland,1968

(Source: Spotify)

Sinead O’Connor scrive The Lion and The Cobra, il suo primo album, a vent’anni, nel 1987. Questa è Just Like U Said it Would B. Lei e il disco sono di una bellezza da togliere il fiato. Quante cantanti ha influenzato questo album? Parecchie, secondo me. Sinead è un cane sciolto, estrema, visionaria, una che afferma di voler salvare Dio dalla religione. E a me strappa sempre un pezzetto d’anima quando la ascolto. 

Da mettere in lista: il suo album reggae Throw Down Your Arms, 2005

Ricetta low cost per impreziosire il vostro pomeriggio qualsiasi: prendere una Billie Holiday quasi centenaria (99 anni il 7 aprile). Aggiungere Nice Work if You Can Get It, canzone del 1937 composta da George Gershwin per il film A Damsel in Distress con Fred Astaire. Accocchiare e abusare.

(Source: Spotify)

Sharon Jones è una cannonata, come direbbe Sottiletta in Happy Days. Ho letto da qualche parte che quarant’anni fa lei e i suoi Dap-Kings (ex band di Amy Winehouse in Back to Black, per capirci) sarebbero stati delle superstar del soul. Concordo. Al concerto di due estati fa a Milano sembravamo tutti indemoniati, non si riusciva a stare fermi. Una furia Sharon, una che in Stranger to my happiness si dimena nel suo abito luccicante sotto chemioterapia. 

Give the people what they wantultimo album uscito a gennaio 2014, conferma tutto. 

Piacioni sì, ma a palla.

Un bel video per l’ora di cena in famiglia, frutto del contributo di Iggy Pop al secondo album di Peaches, Fatherfucker del 2003, nel pezzo Kick it. E poi, inevitabile riascoltarsi anche Fuck The Pain Away, del quale però piango indignata il video del Miss Piggy Mix (proprio lei, dei Muppets), bannato dalla rete.

Venerdì, giorno di perdizione. Se poi è nel supermarket meglio ancora (qual è quello a Milano aperto 24h dove si va per rimorchiare? vabbuò, è un’altra storia).

Tornando alla musica, non erano male Emir Kusturica e la sua No Smoking Orchestra, no? Caciaroni, divertenti, sgangherati. Eh, l’immaginario balcanico. Ma neanche tanto immaginario. Ho visto un film ieri, Fragole al Supermarket, del regista serbo Dusan Milic (mancano due accenti, perdono). Questa cover di Lost in the Supermarket dei Clash è tratta dalla colonna sonora. 

Visto che sono giovanile propongo cose del 1995: da Strange Days di Kathryn Bigelow, l’anguillosa Juliette Lewis in versione PJ Harvey (peccato il taglio con l’accetta del video).

I Can Hardly Wait.

La piacionaggine del sabato oggi inizia di venerdì, che poi domani è previsto brutto e questo sole di oggi invece si presta bene a certe facce da occhiolino.

Questa è una meravigliosa riscoperta, fatta grazie al mitico Adinolfi di Popcorner (chi segue Radio2 sa): l’album Young Americans di David Bowie, che nel 1975 celebrava il plastic soul, il soul dei bianchi insomma, con collaboratori come Luther Vandross e John Lennon. 
Ecco un medley del Duca Bianco e Cher che ce lo fa apprezzare in tutto il suo fulgore, grazie anche alla chioma elettrostatica di lei.

In questa primavera eclettica, il sabato mattina può essere anche geniale (e poi la francesità contiene per sua natura un po’ di piacionaggine).

Les Rita Mitsouko non sono degli esemplari unici di meraviglia? Brillavano negli anni ‘80, grazie anche a collaborazioni illustri, come con Jean-Luc Godard nel film Soigne ta droite del 1987. E brillano ancora nonostante la coppia Catherine Ringer e Fred Chichin sia scoppiata, dopo la scomparsa di lui nel 2007.

Ma bando alla malinconoia, anzi, questa è gente che fa la differenza: C’est comme ça!